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Paura

La mia epoca, mi sembra di poterla definire come epoca della paura, di cui anch’io mi scopro vittima, quando leggo il giornale e magari svolgo mentalmente delle statistiche riguardanti la frequenza, ad esempio, dei disastri naturali. E’ così che mi si vuole negli ultimi dieci anni, spaventato, e di conseguenza inerte, con poche pretese. La paura non ha a che fare con la visione della morte ma con l’idea di essa, ancor più dei miei genitori io non ho alcuna coscienza della morte, della morte vera, o del pericolo, o della guerra, nei momenti peggiori difatti nell’uomo non c’è la paura ma il coraggio, la paura è regina delle illusioni. Io non so, e forse non mi è dato capire, se effettivamente qualcosa stia cambiando, se effettivamente le piogge sono più forti, se effettivamente i terremoti sono più frequenti, sono però costantemente informato su tutto questo, ogni giorno, in tempo reale e nella catena dei rapporti sociali è probabile che qualcuno dei miei conoscenti si trovi lì in quel momento. La paura è una delle reazioni possibili all’essere al centro di un mondo, probabilmente i miei nonni non avevano una reale coscienza del rischio che può rappresentare un asteroide, ed in effetti nemmeno io ce l’ho, non mi è mai capitato e statisticamente è davvero difficile che mi capiti, però in pochi minuti posso già scaricarmi delle istruzioni su come creare un perfetto kit di sopravvivenza. Nel flusso delle informazioni, io divento milioni e milioni di persone, ma penso ci sia anche dell’altro.
L’Informazione, non viaggia da sola né è spontanea soprattutto quella in tempo reale che necessita di grandi mezzi, e grandi investimenti, personalmente io non credo alla pur seducente teoria di una sorta di complotto globale di un’unica super entità politica, penso piuttosto che le classi dirigenti di ogni paese, grazie anche alla globalizzazione ed alla loro cristallizzazione in Occidente (niente guerre, niente ricambio, niente riforme), si trovino nelle stesse situazioni da gestire e giocoforza siano arrivate a voler utilizzare lo stesso arcaico strumento politico di ogni epoca, appunto la paura, strumento appannaggio negli ultimi secoli più che altro del Cristianesimo, in forte perdita di vigore.
Non è un modo perfetto, ma nemmeno un mondo perduto come mi si vuole far credere.  

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