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Involtini di verza alle lenticchie

Pur nella sua disarmante semplicità, questa piccola ricetta riscuote un discreto successo. E’nata così, per caso, da un po’ di lenticchie in frigo che andavano consumate ed un po’ di verza, il sapore non è affatto insipido come potrebbe sembrare dalla preparazione velocissima!

Ingredienti:
lenticchie già cotte
foglie di verza
farina integrale
latte di soia
sale
olio d’oliva

Preparazione:
Sbollenta le foglie di verza in acqua bollente per qualche minuto, le foglie devono ammorbidirsi ed avere un bel colorito verde prato. Una volta sbollentate, lasciarle scolare e raffreddare nello scolapasta.
Intanto si prepara il ripieno, in una terrina mettere le lenticchie (se in scatola andranno prima sciacquate) e mescolarle mano mano con la farina e poco sale, sono già ricche d’acqua quindi tendenzialmente si sfalderanno e si uniranno a formare una pastella. Per rendere il ripieno più morbido lo si allunga con del latte di soia, tanto quanto basta ad ottenere un impasto morbido ma non liquido.
A questo punto prendi una foglia di verza, la liberi dalla nervatura dura centrale e ci spalmi sopra l’impasto, arrotoli il tutto e blocchi l’involtino con uno stuzzicadenti. In una teglia oliata fai cuocere gli involtini, cosparsi anch’essi con poco olio d’oliva, in forno a 200° per un quindici minuti.

Yogurt di soia

Lo yogurt è una prelibatezza che mi concedo ogni giorno, il latte fermentato difatti ha una serie di caratteristiche che oltre a renderlo buono, lo rendono particolarmente sano; nel ciclo vitale che si svolge all’interno del latte durante la fermentazione, le colonie di fermenti pre-digeriscono le proteine, rendendole basiche e non acide come la maggior parte delle proteine, vegetali comprese, già questo lo rende un alimento prezioso, per quanto riguarda invece i fermenti sembra che nessuno riesca ad arrivare vivo nell’intestino, di conseguenza l’effetto benefico su di esso dovrebbe essere dovuto esclusivamente all’acido lattico prodotto dai fermenti, secondo alcune fonti inoltre lo yogurt, essendo prodotto da batteri, è anche una fonte di vitamina b12.

Francamente non ho modo di verificare queste informazioni anche perché me lo produco da me con una colonia di fermenti e non ho tabelle nutrizionali, posso dire però che ha un immediato effetto rilassante, l’intestino è un secondo cervello e dopo un bicchiere di yogurt tende ad essere ottimista, inoltre il suo sapore acidulo, frizzante e cremoso è davvero unico, dimentica il sapore dello yogurt moribondo che si trova sugli scaffali di un supermercato, non dura oltre una settimana in realtà! Grazie ad esso il mio apparato digerente ha passato completamente indenne una pesante cura antibiotica, senza nemmeno una fiala di fermenti.

Certo, un consumo quotidiano di latte non è un’abitudine sana, per diverse ragioni, ma lo yogurt, con i fermenti che puoi vedere in foto, può essere anche prodotto con il latte di soia, è buono, cremoso e digeribile per chiunque.

Ingredienti:

1l di latte di soia non addizionato, soprattutto SENZA SALE (il sale uccide i batteri…)

un cucchiaio di malto d’orzo

fermenti lattici vivi

Procedimento:

Semplice, decisamente. I fermenti, che ci si può procurare tramite passaparola perché con la fermentazione si riproducono, vanno prima di tutto ben sciacquati in un colino, poi messi in un barattolo abbastanza capiente, dove si andrà ad aggiungere 1l di latte di soia, un cucchiaio di malto d’orzo e si mescola bene. Il malto non è un aroma, il suo gusto scompare del tutto al termine della fermentazione, esso serve come cibo per i fermenti, va bene qualsiasi zucchero come anche il miele anche se ho notato che il malto è particolarmente adatto, la fermentazione non è eccessiva né debole (il latte animale è già zuccherato tramite il lattosio). Il barattolo, chiuso, va messo in un luogo buio in casa, in un posto dove non ci siano eccessivi sbalzi di temperatura, dopo 24 ore lo yogurt è pronto. Per dividere i fermenti dallo yogurt basta scolarlo tramite un colino in un altro barattolo, i fermenti vanno poi sciacquati sotto l’acqua corrente accuratamente e riposti in frigo in un barattolo con dell’acqua.

 Nella soia la riproduzione dei fermenti è lenta rispetto al latte vaccino, se si vuole aumentare la quantità di fermenti consiglio una fermentazione quotidiana, io per esempio li faccio fermentare solo una volta alla settimana e la mia “popolazione” resta stabile. Possono essere conservati a lungo in frigo, passando il tempo però diminuiscono di numero.